#Finsubito news – Maker Faire Rome 2026, Eni main partner tra innovazione e futuro


Da oggi, 23 Ottobre fino a domenica 25 ottobre il Gazometro Ostiense di Roma torna a ospitare Maker Faire Rome – The European Edition, uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’innovazione tecnologica, alla creatività e alla cultura digitale. La quattordicesima edizione della manifestazione, promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma attraverso Innova Camera, riunirà oltre 400 stand espositivi, con progetti che spaziano dalla robotica all’intelligenza artificiale, dalla manifattura digitale all’economia circolare.

Eni si conferma main partner della manifestazione per il tredicesimo anno consecutivo, consolidando una collaborazione che ha assunto anche una dimensione territoriale. L’evento si svolge infatti negli spazi Eni del Gazometro, uno dei luoghi più riconoscibili del passato industriale della Capitale, oggi al centro di un percorso di trasformazione legato alla ricerca, alla tecnologia e all’innovazione.

La scelta del Gazometro non rappresenta soltanto una soluzione logistica. L’area di Roma Ostiense, storicamente associata alle infrastrutture energetiche e produttive della città, è diventata un punto di incontro tra attività industriali, ricerca e nuove imprese. Un ruolo al quale contribuisce ROAD – Rome Advanced District, il distretto dell’innovazione presente negli spazi del complesso. È in questo contesto che Maker Faire trova una collocazione coerente con la propria identità: mettere in relazione competenze scientifiche, capacità produttive e sperimentazione tecnologica.

Dai cento anni di Agip alle tecnologie dell’energia

La partecipazione di Eni assume quest’anno anche un significato storico. Il 2026 segna infatti il centenario della nascita di Agip, fondata nel 1926, e offre l’occasione per mettere in relazione un secolo di storia industriale italiana con le trasformazioni che interessano oggi il settore energetico.

A questo percorso sarà dedicato “Pioneers to Makers”, il grande spazio interattivo e immersivo che Eni presenterà durante la manifestazione. Attraverso installazioni, giochi, proiezioni ed esperienze di realtà virtuale, i visitatori potranno ripercorrere alcune tappe della storia dell’azienda e conoscere le tecnologie sulle quali si concentra la ricerca per il futuro dell’energia.

Il collegamento tra pionieri e maker richiama due stagioni diverse dell’innovazione: quella della costruzione delle grandi infrastrutture industriali e quella contemporanea, caratterizzata dalla sperimentazione di nuove tecnologie, materiali e soluzioni energetiche. Un confronto che permette anche di leggere l’evoluzione delle competenze richieste dall’industria.

Accanto al percorso storico sarà possibile visitare l’Eni2050 Lab, spazio dedicato alle attività di Ricerca e Sviluppo del gruppo. Al centro dell’esposizione ci saranno alcune delle principali direttrici tecnologiche sulle quali Eni è impegnata: i biocarburanti, la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica e le nuove soluzioni per produrre e accumulare energia da fonti rinnovabili.

Si tratta di ambiti differenti, che rispondono a esigenze specifiche della trasformazione energetica. Dai combustibili alternativi per i settori nei quali l’elettrificazione presenta maggiori difficoltà, alle tecnologie per gestire le emissioni industriali, fino ai sistemi necessari per integrare una quota crescente di energia rinnovabile. Tecnologie che presentano livelli diversi di maturità e sfide ancora aperte sul piano industriale, economico e ambientale.

Oltre 400 stand tra imprese, università e ricerca

La presenza di Eni si inserisce in una manifestazione che punta a favorire l’incontro tra soggetti spesso separati: grandi imprese, startup, università, centri di ricerca, scuole e singoli inventori.

L’edizione 2026 coinvolgerà 26 scuole secondarie e 27 università e centri di ricerca, con 145 progetti presentati. Tre le grandi aree tematiche individuate dagli organizzatori: Innovazione, Creatività e Scoperta. I visitatori potranno conoscere applicazioni dell’Internet of Things, robotica, intelligenza artificiale, agritech, aerospazio e design, oltre a partecipare a laboratori e attività formative.

«Maker Faire è ormai un esempio consolidato di come la creatività e la forza delle idee possano generare modelli innovativi grazie alla contaminazione e divulgazione di conoscenze e capacità», ha spiegato Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, sottolineando il ruolo della manifestazione nel collegare imprese, scuole e mondo accademico.

Tra le novità figura AvantCraft, mostra dedicata all’incontro tra artigianato e tecnologie avanzate, curata scientificamente da Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Dalla stampa 3D ai nuovi biomateriali, l’esposizione racconta come le competenze manifatturiere tradizionali possano integrarsi con robotica, progettazione digitale e intelligenza artificiale.

Robotica, intelligenza artificiale e nuove applicazioni industriali

Uno dei settori più rappresentati sarà quello della robotica. In parallelo alla manifestazione si svolgerà I-RIM 3D 2026, conferenza dedicata alle macchine intelligenti, con dimostrazioni pubbliche, prototipi e incontri tra ricercatori e imprese.

Tra gli appuntamenti annunciati anche il primo Italian Open internazionale di RoboCup Humanoid Soccer, competizione tra squadre di robot umanoidi autonomi. Saranno inoltre presentate tecnologie sviluppate dall’Istituto Italiano di Tecnologia e dall’Inail per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui esoscheletri di supporto fisico e dispositivi indossabili per proteggere dalle cadute.

Un insieme di applicazioni che mostra come l’innovazione non riguardi soltanto nuovi prodotti digitali, ma anche la trasformazione dei processi produttivi, della sicurezza e delle competenze professionali.

In questo quadro, la partecipazione di Eni e la presenza del Gazometro come sede della manifestazione rappresentano due aspetti dello stesso percorso: da un lato il contributo di un grande gruppo industriale alla ricerca energetica, dall’altro il riutilizzo di uno spazio storicamente legato alla produzione di energia come luogo di incontro tra ricerca, imprese e nuove generazioni.

La sfida, per l’industria come per il mondo dei maker, resta quella di trasformare le idee in applicazioni concrete. Ed è proprio nel rapporto tra ricerca, sperimentazione e capacità produttiva che Maker Faire Rome 2026 cerca di individuare alcune delle possibili risposte alle trasformazioni tecnologiche dei prossimi anni.

 


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