#Finsubito news – dall’IRPEF ai giovani, sono ore di studio


Grande attesa per la Manovra: il testo del Disegno di Legge di Bilancio 2027 dovrebbe arrivare per la metà della prossima settimana. In valutazione un taglio IRPEF a due riprese, agevolazioni per la casa e i giovani, soluzioni sul fronte delle pensioni

Mentre il clima sociale si scalda sempre di più e il Governo non può ignorare le proteste in corso, ma non può nemmeno accantonare la priorità di questo momento: la scrittura del Disegno di Legge di Bilancio 2027.

Il testo è atteso in Consiglio dei Ministri a metà della prossima settimana: quest’anno il cantiere della Manovra si apre in ritardo, a passo lento e con poche energie economiche. Per ora ci sono in campo 23,5 miliardi di euro, ma 14,5 miliardi dovranno restare su spese per l’energia e per la difesa perché sono legati all’attivazione della clausola di salvaguardia.

C’è da sciogliere il nodo dell’IRPEF ma anche delle novità sulle pensioni, c’è da rispondere ai giovani e da prorogare il pacchetto stipendi, solo per fare qualche esempio. Il perimetro da coprire si allarga sempre di più, ma la coperta resta corta e il Governo spera di recuperare nuovi margini di flessibilità per l’inflazione dalle interlocuzioni con l’UE.

Verso la Legge di Bilancio 2027: si valuta un nuovo taglio IRPEF a puntate

Dalle indiscrezioni degli ultimi giorni, nella lista dei desideri della maggioranza resta prioritario l’estensione del secondo scaglione IRPEF, nonostante i dati del Documento Programmatico di Bilancio ne abbiano decretato l’insostenibilità.

Mentre la politica trova accordi, ai tecnici si chiedono soluzioni alternative per rendere applicabili le novità, con qualche variazione su tema. O sarebbe meglio dire, restrizione su tema.

E si parte proprio dall’IRPEF: l’ipotesi più accreditata è quella di un innalzamento graduale in due anni, con un passaggio a 55.000 euro nel 2027 e non più direttamente a 60.000 euro. Di fatto, questa novità genererebbe una riduzione dell’aliquota dal 43 al 33 per cento solo su 5.000 euro di reddito in più.

Con questa soluzione, il costo del taglio IRPEF sarebbe ben più contenuto, ma comunque alto passando da 2,7 miliardi di euro a 1,5 miliardi circa.

Ma se il Governo conta di mettere in campo misure fiscali per un valore di 2,1 miliardi di euro, come previsto dal DPB, i conti comunque non tornano perché resterebbero solo 600 milioni per tutto il resto. Troppo poco visto che le necessità aumentano.

Verso la Legge di bilancio 2027: tra le priorità i giovani e la protezione degli stipendi

Il progetto di mettere in campo agevolazioni fiscali per le persone più giovani, ad esempio, nell’ultima settimana ha assunto un carattere di urgenza, scalando l’elenco delle priorità.

Da anni si parla della necessità di alleggerire il peso del Fisco per chi muove i primi passi nel mondo del lavoro. Durante i lavori di approvazione della Manovra 2026 sono arrivate diverse proposte sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Ma nessuna ha trovato spazio nel testo finale proprio per una ragione di risorse.

Se in teoria l’attenzione è rimasta sempre accesa, in pratica nessuna agevolazione è arrivata in questi anni. E anzi, dal 2025 è stato eliminato anche il bonus per l’acquisto della prima casa. Da queste assenze il Governo starebbe partendo per valutare degli interventi destinati a ragazzi e ragazze.

Si fa sempre più strada l’ipotesi di una detassazione per chi è al primo impiego e non ha più di 30 o 35 anni, ma anche un ripristino dei vecchi sconti d’imposta e dei contributi per l’affitto.

Nei mesi scorsi anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti ha promesso di portare una flat tax per i giovani sul tavolo della Manovra, in linea con la detassazione prevista nel 2026 per gli aumenti contrattuali con un’aliquota del 5 per cento e con il coinvolgimento dei datori di lavoro. Obiettivo? Aumentare il rapporto costi-benefici per lo Stato.

Si ritorna sempre al punto di partenza perché anche per le flat tax già esistenti c’è bisogno di trovare nuove coperture. La detassazione per gli aumenti contrattuali, altra misura candidata da principio a entrare nella Manovra, e quella per straordinari e maggiorazioni legate a lavoro festivo, notturno, in turni scadono alla fine del 2026.

La conferma del pacchetto stipendi nella formula che è stata proposta lo scorso anno sposta circa un altro miliardo, a cui dovrebbe aggiungersi il costo per detassare anche le tredicesime. Seppure più in sordina, resta in valutazione.

Importi interessati Tipologia di Flat tax/agevolazione ed eventuali limiti di applicazione Limite di reddito di lavoro dipendente Periodo di copertura
Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali 5 per cento 33.000 euro 2026
Premi di produttività e partecipazione agli utili 1 per cento fino a 5.000 euro 80.000 euro Fino alla fine del 2027
Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo 15 per cento fino a 1.500 euro 40.000 euro 2026
Fringe benefit Detassazione fino a 1.000 o 2.000 euro (con figli/e) – Fino alla fine del 2027

Occhi puntati sulla Manovra: dalla casa alle pensioni

Ma il capitolo fiscale ha ancora altre voci in valutazione: in prims, le agevolazioni legate a casa e affitti. Oltre alla conferma delle detrazioni per gli interventi edilizi che, allo stesso modo, senza proroga si rimpiccioliscono dal prossimo anno, c’è in campo la cedolare secca per i negozi con un ripristino della tassazione al 21 per cento prevista nel 2019, a cui si è aggiunta anche una nuova proposta per gli affitti a canone concordato. L’obiettivo, anche in questo caso, è quello di ridurre sensibilmente le imposte dovute passando dall’aliquota del 10 al 5 o al 2 per cento, se in campo ci sono i giovani.

Tra le promesse da mantenere, poi, c’è anche la conferma dell’abolizione del bollo auto per alcune vetture (fino a 80 Kw) che è costosa ma più gestibile dal punto di vista della spesa perché per il prossimo anno è già prevista e il suo peso insisterebbe dal 2028, anno in cui il DPB ha previsto quasi il doppio delle risorse per le misure fiscali.

Ma sul piatto non c’è solo il Fisco e un altro campo importante per la partita politica è quello delle pensioni.

Si parla di posticipare ancora l’aumento dell’età pensionabile che dovrebbe scattare dal 2027, ma anche di valutare nuove strade per il pensionamento anticipato per chi ha 64 anni.

È chiaro che i tecnici al lavoro per poter impacchettare il Disegno di Legge di Bilancio 2027 non potranno fare miracoli, ma potranno limitarsi a trovare formule più alternative e più sostenibili, come per l’IRPEF.

In ogni caso, l’apertura del cantiere della Manovra 2027 non si può più rimandare: nel corso della prossima settimana dovrà arrivare una prima impostazione del pacchetto di novità che poi dovranno essere discusse in Parlamento, ed eventualmente modificate, per arrivare all’approvazione definitiva entro fine anno da parte di Camera e Senato.




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