Il turismo congressuale continua a rappresentare una componente importante del mercato turistico italiano, ma stanno cambiando le caratteristiche degli eventi e le abitudini di chi viaggia per lavoro.
Da una parte, congressi, convention e incontri aziendali generano un significativo movimento economico; dall’altra, emerge un crescente interesse per i soggiorni che combinano impegni professionali e attività turistiche, secondo il modello del bleisure, termine che unisce le parole inglesi business e leisure.
I dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), promosso da Federcongressi&eventi, e le ricerche ENIT ed EY consentono di analizzare queste tendenze e le possibili opportunità commerciali per le strutture ricettive.
Turismo congressuale in Italia: 13,2 miliardi di euro di valore economico
Secondo il rapporto OICE, realizzato da ASERI dell’Università Cattolica, il settore congressuale italiano ha generato nel 2025 un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro. Nell’anno sono stati organizzati 365.789 eventi, con oltre 28,6 milioni di partecipanti e 43,3 milioni di presenze complessive agli eventi.
Dal 2022 al 2025 il comparto ha registrato un tasso medio annuo di crescita del 6,4%, anche se nell’ultimo anno il numero degli eventi si è sostanzialmente stabilizzato.
Gli alberghi mantengono un ruolo centrale: le strutture con sale meeting hanno ospitato il 76,6% degli eventi organizzati in Italia, concentrando il 50,8% dei partecipanti. Rispetto al 2024, il numero di eventi ospitati negli hotel è diminuito dello 0,8%, mentre le presenze congressuali sono aumentate del 2,4%.
Il rapporto evidenzia inoltre un andamento differenziato in base alle dimensioni delle strutture: gli alberghi con sale meeting di capacità complessiva inferiore a 100 posti hanno registrato un incremento degli eventi e dei partecipanti, mentre le strutture con spazi congressuali di maggiore capacità hanno mostrato segnali di contrazione.
Eventi più brevi e nuove preferenze nella scelta delle sedi
Un cambiamento significativo riguarda la durata degli incontri. Nel 2025 gli eventi congressuali hanno avuto una durata media di 1,39 giorni, rispetto agli 1,42 giorni del 2024. Una riduzione che, secondo Federcongressi&eventi, interessa soprattutto gli appuntamenti aziendali e istituzionali, anche per effetto dei costi e dei budget disponibili.
Parallelamente, cresce l’interesse per sedi capaci di offrire esperienze differenti rispetto ai tradizionali spazi congressuali. Gli eventi ospitati in location non convenzionali, come luoghi culturali e ambienti riconvertiti, sono aumentati a un ritmo medio annuo del 12,5% tra il 2022 e il 2025.
Per gli alberghi, questa evoluzione presenta due possibili direttrici commerciali. Le strutture dotate di sale meeting possono valorizzare spazi flessibili e formule adatte a eventi più contenuti. Gli hotel privi di strutture congressuali, invece, possono intercettare la domanda di pernottamento attraverso accordi con organizzatori, centri congressi e altre sedi per eventi presenti sul territorio.
Bleisure: il 22% dei viaggiatori italiani è interessato a prolungare le trasferte
Un’altra opportunità emerge dall’Osservatorio EY Future Travel Behaviours 2026, ripreso da ENIT. Secondo l’indagine, il 49% dei viaggiatori italiani si dichiara interessato a combinare lavoro e vacanza durante lo stesso viaggio, una quota superiore alla media europea del 44%.
All’interno di questa categoria, il 22% manifesta un interesse specifico per il bleisure, inteso come prolungamento di una trasferta professionale con alcuni giorni dedicati al tempo libero. Un’altra formula è la workation, che consiste nello svolgere temporaneamente il proprio lavoro da una destinazione di vacanza e interessa il 24% degli intervistati italiani.
Si tratta di intenzioni dichiarate, non di soggiorni effettivamente realizzati, ma i risultati indicano un potenziale commerciale per le strutture che ospitano viaggiatori business.
Per gli hotel, una possibilità è proporre il prolungamento del soggiorno prima o dopo un congresso, distinguendo chiaramente le condizioni della prenotazione professionale da quelle dei giorni aggiuntivi a carattere privato. La gestione separata delle tariffe e dei pagamenti può agevolare questa scelta, soprattutto quando la trasferta principale è sostenuta dall’azienda.
L’interesse per il bleisure può inoltre favorire la collaborazione con operatori turistici locali, consentendo agli alberghi di proporre esperienze e attività complementari al soggiorno professionale, senza necessariamente organizzare direttamente i servizi.
Viaggi di lavoro in aumento, ma diminuiscono i pernottamenti
Un ulteriore elemento di analisi arriva dai dati ENIT, elaborati su informazioni della Banca d’Italia. Nel primo semestre 2026, i viaggiatori stranieri arrivati in Italia per motivi professionali sono aumentati del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la spesa è cresciuta dell’11,4%.
Diventa interessante, in questo contesto, la possibilità di trasformare una parte dei soggiorni di lavoro in permanenze più lunghe, intercettando i viaggiatori che desiderano dedicare tempo alla scoperta della destinazione.
Per valutare questa opportunità, le strutture possono analizzare la durata media dei soggiorni business, le date degli eventi che generano maggiori flussi e la disponibilità di camere nei giorni immediatamente precedenti e successivi. L’eventuale convenienza delle offerte di prolungamento va naturalmente verificata rispetto ai livelli di occupazione e alle tariffe applicabili nelle stesse date.
Il turismo congressuale e il bleisure offrono dunque opportunità differenti ma complementari. Da una parte, gli eventi continuano a generare domanda per camere e servizi alberghieri; dall’altra, l’interesse per i viaggi che combinano lavoro e tempo libero apre nuove possibilità per prolungare i soggiorni. La capacità di intercettare questa domanda dipenderà anche dalle caratteristiche della destinazione e dalla possibilità di sviluppare offerte coerenti con le esigenze dei viaggiatori professionali.
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