Chi è in pensione con la Gestione pubblica, come gli ex docenti e il personale ATA, e nel 2024 ha ricevuto una quattordicesima o una pensione ai superstiti più alta di quanto permettevano i suoi redditi, dovrà restituire la differenza: la trattenuta sulla quattordicesima parte a dicembre 2026, quella sulle reversibilità a gennaio 2027. L’INPS manda prima una lettera, per PEC o raccomandata, entro il 31 dicembre 2026. Da quel momento ci sono 30 giorni per contestare i redditi su cui è stato fatto il conto. Lo stabilisce il messaggio INPS 11 agosto 2026, n. 2608.
Punti chiave
- L’INPS ha confrontato i redditi usati per pagare in via provvisoria la quattordicesima 2024 e le pensioni ai superstiti con quelli poi dichiarati davvero.
- Chi ha preso più del dovuto riceve la comunicazione del debito entro il 31 dicembre 2026, via PEC o raccomandata A/R.
- Il recupero parte a dicembre 2026 per la quattordicesima e a gennaio 2027 per le pensioni ai superstiti, con una trattenuta massima di un quinto della pensione e fino a 60 rate.
- Entro 30 giorni dalla notifica si può chiedere il riesame alla sede INPS e portare i documenti per correggere i redditi.
Perché l’INPS chiede indietro una parte della quattordicesima 2024
La quattordicesima e la pensione ai superstiti sono prestazioni collegate al reddito: spettano in tutto o in parte solo se il reddito del pensionato resta sotto certe soglie. Il problema è che a luglio, quando la quattordicesima si paga, i redditi di quell’anno non sono ancora noti. L’INPS la versa quindi in via provvisoria, sulla base dei dati che ha, e la ricontrolla a consuntivo. Lo spiega la stessa scheda INPS sul cedolino di luglio 2026: il diritto definitivo e l’importo spettante si verificano in un secondo momento, sui redditi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Il messaggio 2608 chiude proprio questo controllo per i pagamenti del 2024. Le verifiche hanno usato i modelli 730, la Certificazione Unica e il modello Redditi Persone Fisiche 2024, più i redditi registrati nel Casellario centrale dei pensionati per il 2023 e il 2024. I dati consolidati sono arrivati all’INPS dall’Agenzia delle Entrate il 18 novembre 2025.
Il fondamento è l’articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, richiamato nel messaggio: l’INPS verifica ogni anno i redditi che incidono sulle prestazioni e, se ha pagato in eccesso, recupera le somme entro l’anno successivo.
Chi riceverà la lettera
Il controllo riguarda i pensionati della Gestione pubblica le cui pensioni sono state liquidate con i sistemi informatici che l’INPS chiama SIN e GPP, cioè quelli ereditati dall’ex INPDAP. È la gestione in cui ricade chi ha lavorato nella scuola statale.
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I casi sono due, e hanno date diverse:
| Prestazione controllata | Chi è interessato | Inizio della trattenuta |
|---|---|---|
| Quattordicesima 2024 (somma aggiuntiva) | pensionati con almeno 64 anni a cui è stata pagata in via provvisoria nel 2024 | dicembre 2026 |
| Pensione ai superstiti | titolari di reversibilità i cui redditi superano i limiti di cumulo della legge 335/1995 | gennaio 2027 |
Fonte: messaggio INPS n. 2608 dell’11 agosto 2026.
Non tutti i pensionati della scuola sono toccati. La quattordicesima spetta solo a chi ha un reddito personale basso, quindi riguarda soprattutto pensioni modeste: carriere brevi, molti anni di part-time, uscite con pochi contributi. Una pensione piena da docente supera da sola le soglie e la quattordicesima non la prende. Il caso più frequente nel mondo della scuola è un altro: il vedovo o la vedova di un docente o di un ATA che riceve la reversibilità e ha anche un reddito proprio, da lavoro o da pensione. È lì che scattano i limiti di cumulo. Come funzionano le riduzioni lo abbiamo spiegato nella guida alla pensione di reversibilità e ai suoi limiti di reddito.
Le soglie di reddito della quattordicesima e quanto vale
La quattordicesima dipende da due cose: gli anni di contributi e il reddito, misurato in multipli del trattamento minimo annuo. Per il 2024 il trattamento minimo era di 598,61 euro al mese, 7.781,93 euro l’anno, come fissato dalla circolare INPS n. 1 del 2 gennaio 2024. La stessa circolare ricorda che quell’importo è la base per i limiti delle prestazioni collegate al reddito del 2024.
Le soglie del 2024 sono quindi 1,5 volte il minimo, cioè 11.672,90 euro, e 2 volte il minimo, cioè 15.563,86 euro. Gli importi sono quelli della legge 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, comma 187, e per un ex lavoratore dipendente sono questi:
| Anni di contributi (dipendenti) | Reddito fino a 1,5 volte il minimo | Reddito fra 1,5 e 2 volte il minimo |
|---|---|---|
| fino a 15 anni | 437 euro | 336 euro |
| oltre 15 e fino a 25 anni | 546 euro | 420 euro |
| oltre 25 anni | 655 euro | 504 euro |
Fonte: INPS, scheda sul cedolino di pensione di luglio 2026; soglie 2024 calcolate sul trattamento minimo della circolare INPS n. 1/2024.
Oltre le due volte il minimo la quattordicesima non spetta. La legge prevede anche una piccola fascia di salvaguardia appena sopra ciascuna soglia, in cui si riceve la differenza fino al limite: per il dettaglio dei redditi che contano e di come si sommano, l’INPS rimanda ogni anno al proprio messaggio di giugno.
Un esempio per capire l’ordine di grandezza. Un’ex collaboratrice scolastica con più di 25 anni di contributi riceve a luglio 2024 la quattordicesima piena, 655 euro, perché nei dati dell’INPS il suo reddito era sotto gli 11.672,90 euro. Dalle dichiarazioni risulta poi un reddito 2024 di 13.000 euro, nella seconda fascia: le spettavano 504 euro. La differenza da restituire è di 151 euro, al lordo delle ritenute. Se invece il reddito reale fosse stato oltre le due volte il minimo, andrebbero restituiti tutti i 655 euro.
Come funziona la trattenuta sulla pensione
Le regole del recupero sono scritte nel messaggio 2608 e lasciano poco margine all’interpretazione:
- Si restituisce il netto. Le somme tassate si rendono al netto della ritenuta subita, come prevede l’articolo 10, comma 2-bis, del TUIR, e non sono oneri deducibili.
- La trattenuta mensile è al massimo un quinto della pensione, calcolato sull’importo complessivo al netto dell’IRPEF, e non può intaccare il trattamento minimo.
- Le rate sono al massimo 60.
- Se la pensione non basta, e il pensionato ha un’altra pensione diretta della Gestione pubblica, il residuo si recupera anche su quella. Altrimenti arriva un avviso di pagamento pagoPA, oppure si trattiene da un’altra pensione INPS.
- Il piano si può cambiare. La sede INPS territoriale può modificarlo, entro i limiti di legge, anche su richiesta dell’interessato.
Che cosa fare quando arriva la comunicazione
La lettera arriva per PEC a chi ha un indirizzo di posta certificata registrato, altrimenti per raccomandata con avviso di ricevimento. Dalla notifica partono 30 giorni per rivolgersi alla sede INPS che gestisce la pensione e chiedere il riesame, come conferma la notizia INPS del 12 agosto 2026.
Conviene usare quei giorni per tre controlli:
- Verificare il reddito che l’INPS ha usato. Va confrontato con il 730 o la Certificazione Unica 2024 e 2025. Un reddito attribuito per errore, un rimborso trattato come reddito o un importo di un familiare finito sulla propria posizione sono i casi da documentare.
- Controllare gli anni di contributi su cui è stata calcolata la fascia: per un dipendente il passaggio fra 15, 25 e oltre 25 anni sposta l’importo di più di cento euro.
- Chiedere un piano di rate più lungo se la trattenuta pesa troppo: la sede può modificarlo.
Il messaggio prevede che, a fine verifica, la sede comunichi la situazione definitivamente accertata.
C’è una differenza da tenere a mente rispetto ai casi in cui la pensione è stata semplicemente calcolata male. Quando l’errore è dell’ufficio vale la regola dell’articolo 52 della legge 88/1989, che abbiamo spiegato parlando di quando l’INPS chiede i soldi indietro e quando non si restituisce nulla. Qui invece l’indebito nasce dal confronto con i redditi dichiarati, e il punto da contestare, se c’è, è il reddito preso in considerazione. Per un caso dubbio i patronati assistono gratuitamente nei rapporti con l’INPS.
Le date da segnare
| Data | Che cosa succede |
|---|---|
| 18 novembre 2025 | l’Agenzia delle Entrate consegna all’INPS i redditi consolidati |
| 11 agosto 2026 | messaggio INPS n. 2608, verifica conclusa |
| entro il 31 dicembre 2026 | arrivano le comunicazioni del debito via PEC o raccomandata |
| dicembre 2026 | parte il recupero sulla quattordicesima |
| gennaio 2027 | parte il recupero sulle pensioni ai superstiti |
| 30 giorni dalla notifica | termine per chiedere il riesame alla sede INPS |
Fonte: messaggio INPS n. 2608 dell’11 agosto 2026.
Chi riceve la pensione a dicembre farà bene a guardare il cedolino voce per voce, come spieghiamo nella guida su come leggere il cedolino della pensione INPS: la trattenuta compare lì, insieme alle altre novità di fine anno che abbiamo riassunto nel pezzo sulle pensioni di novembre 2026 e gli aumenti INPS. E chi a dicembre non trova trattenute ma non ha ricevuto nessuna lettera non deve fare nulla: il recupero parte solo dopo la comunicazione.
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