#Finsubito news – Arbitrato islamico in Italia: Sharia e compatibilità con l’ordinamento


Al centro del dibattito dell’opinione pubblica l’apertura a Padova della Camera Arbitrale Islamica, oggetto di un’interrogazione parlamentare, dell’apertura di un fascicolo da parte della Procura padovana e della reazione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Come si presenta il nuovo giudice arbitrale? È compatibile con l’ordinamento italiano un lodo arbitrale che decide nel merito una controversia utilizzando i principi della Sharia?

Criticata anche dall’Unione delle comunità islamiche d’Italia, fa discutere l’opinione pubblica l’istituzione a Padova di una Camera Arbitrale Islamica, che deciderà le controversie civili e commerciali con i principi della sharia.

Come si presenta la Camera Arbitrale Islamica

Reperibile all’indirizzo per www.arbitratoislamico.it, la Camera Arbitrale Islamica si presenta come “un’istituzione indipendente dedicata all’amministrazione dell’arbitrato” che fornisce una piattaforma per risolvere controversie civili e commerciali in conformità con i principi della Sharia, cioè della legge islamica, con arbitri qualificati nel “diritto secolare” e nelle dottrine sciaritiche”, con la precisazione che “la sentenza arbitrale resa dagli arbitri della Camera avrà lo stesso effetto di una sentenza resa dall’Autorità giudiziaria italiana”.

L’incentivo a ricorrere all’arbitrato islamico sarebbe quello, per le persone di fede musulmana, di “allineare al risoluzione dei conflitti con gli imperativi religiosi e della comunità”, infatti gli arbitri sarebbero “vincolati a decidere la controversia secondo i principi immutabili della Sharia garantendo fedeltà ai valori della nostra fede” e “se tutte le parti provengono dalla stessa nazione o regione, la controversia sarà risolta applicando la Sharia interpretata e consolidata nel loro paese d’origine”.

All’esito del procedimento si assicura una sentenza arbitrale che potrà essere omologata dal Presidente del Tribunale, senza riesame della causa: “il Presidente del Tribunale per legge effettua solo un controllo formale e di conformità all’ordine pubblico”.

Il regolamento della Camera Arbitrale Islamica

A norma dell’art. 3 del Regolamento della Camera Arbitrale Il “Tribunale arbitrale” decide il merito della controversa secondo diritto se le parti non hanno espressamente previsto che decida secondo equità.

L’arbitrato ha natura di arbitrato rituale, dunque si conclude con un lodo, idoneo a determinare tra le parti il giudicato formale e sostanziale.

Nelle cause di valore inferiore a 5 mila euro il Tribunale decide sempre secondo equità e in questo caso tiene conto dei principi che ispirano il diritto islamico.

Quando decide secondo diritto invece, l’Arbitro applica i precetti del diritto islamico comuni alle nazioni islamiche.

La reazione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio

Per il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio la questione della Camera arbitrale islamica è “metafisica”. “Esprimendomi in termini tecnici” prosegue il Guardasigilli intervistato da Rai Radio 1 “direi che non è negoziabile nessuna alternativa a quella che è la legge italiana, rappresentata dalla Costituzione e dalla normativa primaria e secondaria, quindi dalle leggi, dai regolamenti e dalle discipline”.

Rivendicando il principio di laicità dello Stato, il Ministro ricorda che la nostra legislazione ammette in certi settori di diritti disponibili, tra cui i diritti di credito, la decisione della questione tramite arbitrato, ma certamente non è consentito per materie come il matrimonio, o la famiglia.

Cosa dice il codice di procedura civile

A norma dell’art. 822 del codice di procedura civile, rubricato “norme per la deliberazione”, gli arbitri decidono secondo le norme di diritto salvo che le parti abbiano disposto con qualsiasi espressione quando gli arbitri sono chiamati a decidere secondo equità.

Il secondo comma dell’art. 822 c.p.c. introdotto dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. n. 149/2022 modificato dalla L. n. 197/2022), prevede che le parti, nella convenzione di arbitrato o con atto scritto anteriore “possono indicare le norme o la legge straniera quale legge applicabile al merito della controversia”.

Dunque, dal 2023 è consentita la possibilità di far decidere nel merito la controversia con legge straniera, se le parti sono d’accordo su tale scelta.

Resta in ogni caso il limite fissato dall’art. 806 c.p.c. che non consente di sottoporre ad arbitrato le controversie che riguardano i diritti indisponibili, dunque i diritti della personalità (vita, salute, libertà personale, nome, libertà di manifestazione del pensiero) i diritti famiglia e di status, fra i quali rientrano anche alcuni diritti patrimoniali, come il diritto agli alimenti.

La Camera Arbitrale Islamica quindi, come qualunque arbitro, potrebbe occuparsi, secondo la legge islamica, di contratti, risarcimenti e pagamenti

Punti critici

Un limite fondamentale al lodo deciso con legge straniera resta quello della compatibilità con l’ordine pubblico.

L’art. 829 c.p.c. consente infatti di impugnare il lodo quando la decisione è contraria ai principi fondamentali dell’ordinamento italiano, come per esempio il principio di uguaglianza. Una decisione che discriminasse sulla base del genere sarebbe impugnabile per contrarietà all’ordine pubblico.

Ma l’applicazione della legge islamica pone un’altra perplessità. Il riferimento dell’art. 822 comma 2 c.p.c. è alla possibilità di utilizzare come regola per il merito della controversia una legge “straniera”, che deve essere quindi chiaramente individuata. La “legge islamica” invece resta un contenitore indeterminato. La sharia non è un testo scritto ma una serie di principi etici e morali, che regola i rapporti tra l’uomo e Dio e i rapporti tra gli uomini. In questa seconda serie di precetti, definita “muamalat” possono essere regolati casi molto specifici, ma altri precetti hanno bisogno di essere interpretati, appoggiandosi quindi a diverse scuole di pensiero di giuristi.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม