La proprietà intellettuale di una PMI comprende brevetti, marchi, disegni e modelli, software e know-how, e diventa un asset solo se è stata protetta prima di essere usata: per brevetti e disegni conta la data del deposito, e una divulgazione anteriore può far cadere il requisito di novità. Protetta, è anche la condizione per accedere agli incentivi: i tre bandi del Ministero delle imprese per brevetti, disegni e marchi valgono ogni anno oltre 30 milioni di euro. I titoli servono a tre cose: difendere ciò che l’impresa ha sviluppato, valorizzarlo con licenze e agevolazioni, acquisire dall’esterno ciò che non conviene sviluppare.
Cosa comprende la proprietà intellettuale di un’impresa
I diritti di proprietà intellettuale (in inglese intellectual property, IP) non sono un unico strumento. Ogni titolo protegge una cosa diversa, si ottiene in un modo diverso e si deposita presso un ufficio diverso.
| Titolo | Cosa protegge | Come si ottiene |
|---|---|---|
| Brevetto | una soluzione tecnica nuova, con attività inventiva e applicazione industriale | domanda presso l’ufficio nazionale (UIBM), europeo (EPO) o con domanda internazionale |
| Marchio | il segno che distingue prodotti e servizi di un’impresa | registrazione presso UIBM, EUIPO per l’Unione europea, OMPI per l’estero |
| Disegni e modelli | l’aspetto di un prodotto, cioè forma, linee, colori, materiali | registrazione presso UIBM, EUIPO o OMPI |
| Software e opere | il codice e i contenuti creativi, come diritto d’autore | nasce con la creazione, senza deposito obbligatorio |
| Segreti commerciali e know-how | informazioni riservate che hanno valore economico | non si deposita: si protegge con accordi di riservatezza e misure interne |
Il software ha tre approfondimenti dedicati: come funziona il copyright del software, se si può brevettare un software (di norma no, serve un effetto tecnico ulteriore) e come si fa la registrazione alla SIAE, che non crea il diritto ma dà una data certa. Sul versante delle agevolazioni, la guida per le software house copre Patent Box e credito d’imposta ricerca e sviluppo, e la pagina sull’ammortamento del software spiega come si deduce il costo del codice, acquistato o sviluppato in casa.
La stessa impresa ha di solito più titoli di proprietà industriale insieme, e per le piccole e medie imprese la scelta non è fra un titolo e l’altro ma su quale combinazione serve al prodotto. Un prodotto può avere un marchio sul nome, un disegno sull’aspetto, un brevetto sul funzionamento e un segreto commerciale sul procedimento di produzione. Il termine corrente per l’insieme dei titoli registrati è proprietà industriale, mentre la proprietà intellettuale comprende anche il diritto d’autore e le informazioni riservate.
Proteggere la proprietà intellettuale: il deposito decide
La protezione è territoriale e ha una data. Un marchio italiano non protegge all’estero, e un brevetto non protegge ciò che è stato reso pubblico prima del deposito. Per questo la tutela della proprietà intellettuale comincia prima della domanda, non con la domanda.
La ricerca di anteriorità serve a sapere se ciò che si vuole proteggere è già stato depositato da altri, e cambia le scelte successive: se depositare, in quali Paesi, con quale ambito. Chi presenta un’invenzione in fiera, la descrive sul sito o la mostra a un possibile cliente prima di depositare mette a rischio la novità. Ogni titolo ha poi una durata della protezione e scadenze di rinnovo da presidiare, e una violazione dei diritti si può contestare solo su ciò che risulta depositato.
Per ciò che non si deposita valgono altre regole. I segreti commerciali e il know-how sono protetti finché restano riservati, e si presidiano con accordi di riservatezza verso fornitori, partner e dipendenti, oltre che con misure interne sull’accesso alle informazioni. Un procedimento descritto in un’offerta a un fornitore senza un accordo scritto è un procedimento che l’impresa non controlla più.
Valorizzare: dal titolo al prodotto
Un titolo depositato non è solo una difesa, è una chiave di accesso. Le agevolazioni per la valorizzazione dei brevetti, dei disegni e dei marchi presuppongono un titolo già depositato o in corso di deposito: senza il titolo, la misura non esiste. Proteggere smette così di essere un costo prudenziale e diventa il presupposto di un investimento finanziabile.
Il valore si realizza in tre modi:
- Sfruttamento diretto, cioè il titolo protegge un prodotto che l’impresa produce e vende, e il vantaggio competitivo sta nell’esclusiva.
- Licenza, cioè l’impresa concede a un terzo l’uso di un brevetto, di un marchio o di un disegno, e incassa una royalty senza sviluppare il prodotto in proprio. Gli accordi di licenza definiscono territorio, durata ed eventuale esclusiva.
- Cessione, cioè il titolo o il know-how vengono venduti, per esempio quando derivano da un progetto non più centrale per l’impresa.
Sul fronte fiscale, il Patent Box è il regime agevolato legato allo sfruttamento dei beni immateriali: la disciplina vigente è descritta nella pagina dedicata.
Open innovation: acquisire e cedere, non solo sviluppare
Nel modello tradizionale un progetto nasce, cresce e arriva al mercato dentro l’impresa, con le sole competenze e i soli titoli che l’impresa ha. Nell’open innovation lo stesso progetto prende strade esterne, e lo schema qui sopra ne mostra quattro:
- acquisto di brevetti, per ottenere una tecnologia già sviluppata invece di svilupparla;
- cessione di know-how e brevetti, per valorizzare all’esterno ciò che non è più centrale;
- competenze esterne, per entrare in un progetto con ciò che manca all’interno;
- sviluppo in partnership e reti di impresa, per dividere costi e rischio con altri.
Secondo lo schema, i vantaggi sono cinque: uso di risorse esterne, valorizzazione fuori dall’impresa dei progetti non centrali, riduzione del time to market, riduzione dei costi di sviluppo e aumento della capacità innovativa. Per una PMI il punto pratico è il primo passo: sapere dove trovare una tecnologia che qualcuno sta già offrendo.
Esiste un catalogo pubblico che risponde a questa domanda. Knowledge Share è la piattaforma promossa da Netval, dall’Ufficio italiano brevetti e marchi del MIMIT e dal Politecnico di Torino, che mostra le tecnologie sviluppate da università e centri di ricerca italiani, per favorirne la collaborazione con le imprese e lo sfruttamento commerciale. Per leggere a che stadio si trova una tecnologia serve il TRL, spiegato nella pagina sul Technology Readiness Level.
Le agevolazioni che accompagnano la collaborazione con altre imprese e con la ricerca sono descritte nella pagina sugli incentivi per l’open innovation.
Le agevolazioni per proteggere e valorizzare la proprietà intellettuale
I tre bandi nazionali per la proprietà industriale funzionano a sportello e hanno aperture diverse.
| Misura | Per chi ha | Apertura |
|---|---|---|
| Brevetti+ | un brevetto, concesso o depositato nei termini del bando | Annuale |
| Marchi+ | un marchio dell’Unione europea registrato, o una registrazione internazionale | Annuale |
| Disegni+ | un disegno o modello registrato | Annuale |
Orari, intensità di aiuto, importi massimi e requisiti di ogni misura sono nella pagina sui bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+. A livello europeo, il Fondo per le PMI dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), noto come SME Fund, rimborsa una parte dei costi di registrazione di marchi e disegni: condizioni e scadenze sono nella scheda sul fondo PMI EUIPO.
Come si imposta una strategia di proprietà intellettuale
Una strategia di protezione si costruisce in quattro passaggi, nell’ordine in cui conviene farli:
- Mappare ciò che l’impresa possiede. Marchi, brevetti, disegni, software, procedimenti riservati: molti titoli esistono già e nessuno li ha censiti, e l’elenco dei titoli depositati e di quelli da depositare è il punto di partenza di tutto il resto.
- Decidere cosa proteggere, dove e quando. La scelta dipende dal mercato in cui l’impresa vende e da quello in cui potrebbe vendere, e va fatta prima di ogni presentazione pubblica.
- Decidere cosa tenere, cosa concedere in licenza e cosa cedere. Un titolo che non serve più al prodotto può servire a qualcun altro.
- Collegare i titoli agli strumenti finanziabili. Alcune misure partono da un titolo depositato, altre dal costo della registrazione, altre ancora dal reddito che il titolo produce.
Domande frequenti
Una valutazione del portafoglio
Ci occupiamo di agevolazioni per le imprese, e la proprietà intellettuale è il punto in cui una valutazione fatta prima cambia le misure a cui si può accedere dopo. Se l’impresa ha titoli depositati o progetti da proteggere, si può verificare insieme a quali agevolazioni darebbero accesso, e in quale ordine conviene muoversi.
Servizio di IP scan
Per le imprese che non hanno mai censito i propri titoli, la prima cosa da fare è un’analisi del portafoglio: che cosa è depositato, a nome di chi, in quali Paesi, con quali scadenze, e che cosa manca. Con il nostro partner specializzato in protezione della proprietà intellettuale offriamo un IP scan che restituisce questa fotografia e la collega alle agevolazioni a cui il portafoglio dà accesso.
Risorse utili
Per rimanere aggiornato, iscriviti alla Newsletter
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






