Nella manovra 2027 c’è un’idea aperta per un bonus di fine anno rivolto a tutti i lavoratori: la detassazione della tredicesima, che lascerebbe in busta paga a dicembre 200-500 euro netti in più per una platea di circa 19 milioni di dipendenti, oltre ai pensionati. È la proposta più ampia, sostenuta da Forza Italia, da una parte di Fratelli d’Italia e dalla Cisl. Ma i soldi sono pochi, e la lettura che emerge dalle ultime ricostruzioni è che, se una misura di questo tipo andrà in porto, potrebbe essere solo quella per i giovani under 30 alla prima assunzione, con un bonus a dicembre o con un taglio delle tasse. Al momento nulla è deciso e le ipotesi sul tavolo sono entrambe: il bonus per tutti e quello per i giovani. Ecco per chi scatterebbero e quanto potrebbero valere.
Il bonus per tutti: la tredicesima detassata, tra 200 e 500 euro netti
L’idea è di sostituire l’Irpef ordinaria sulla tredicesima con un’imposta sostitutiva più bassa. Oggi, ricorda una delle fonti, la tredicesima è soggetta all’Irpef senza le detrazioni da lavoro dipendente, ed è per questo che spesso arriva più leggera di una mensilità normale. Le proposte sono due. La prima, minima, prevede una tassazione al 15% al posto dell’Irpef per i lavoratori con redditi fino a 15mila euro, con un costo stimato di circa mezzo miliardo di euro. La seconda, più ampia, ipotizza un’aliquota fissa del 10% per una platea più larga, con un beneficio di “diverse centinaia di euro” in base al reddito lordo annuo.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, di Forza Italia, chiede di detassare le tredicesime «fino al 100%, se possibile», oppure con un’imposta del 10-15%. Fratelli d’Italia, con Marco Osnato, sostiene l’idea ma considera la soglia dei 15mila euro «un po’ bassa» e ipotizza un’aliquota del 10% con un tetto vicino al doppio. La Cisl chiede di detassare le tredicesime insieme alla difesa dei premi di risultato e all’indicizzazione delle pensioni. Sulla soglia le fonti non coincidono: una parla di redditi fino a 15mila euro, un’altra di 15mila o 30mila euro, una terza di importi fino a 15mila euro. Per questo conviene aspettare il testo per capire a chi si applicherebbe davvero.
E i pensionati? Anche loro ricevono la tredicesima, «con modalità differenti», e tra le ipotesi c’è quella di estendere la detassazione anche a loro. Secondo una ricostruzione del 12 ottobre, Forza Italia vorrebbe ridurre il carico fiscale sulla tredicesima per i lavoratori con retribuzioni più basse e per i pensionati, e Tajani ha parlato, l’8 ottobre, di azzerare l’imposta sulle tredicesime più piccole, per poi farla salire gradualmente. È però una proposta non confermata, che dipende dalle risorse e da criteri di accesso ancora da definire. Altre fonti non chiariscono se i pensionati sarebbero inclusi, e non ci sono importi, soglie o numero di beneficiari per questa platea. Il valore fiscale complessivo delle tredicesime è stimato in circa 14,5 miliardi di euro: ecco perché, se l’idea andasse avanti, servirebbe un tetto di reddito.
Perché potrebbe passare solo il bonus per i giovani: i soldi sono pochi
Il problema è il costo. Una manovra da 23,5 miliardi di euro lascia alle misure identitarie poco più di 9 miliardi, da suddividere tra nove priorità: famiglia e welfare, difesa, imprese, infrastrutture, sanità, fisco, fondo sentenze, enti territoriali e altre spese. Lo spazio fiscale a disposizione del fisco è di appena 2,1 miliardi, secondo il Documento programmatico di bilancio. In questo quadro, secondo un articolo del 9 ottobre, la detassazione delle tredicesime dovrebbe restare fuori dalla manovra proprio perché la platea include lavoratori dipendenti e pensionati, e la spesa sarebbe elevata. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha tenuto una linea prudente, lasciando aperto se la misura entrerà nella legge di bilancio. Anche lo scorso anno, secondo la cronaca dell’epoca, l’ipotesi era stata fatta e poi era saltata.
I giovani, invece, sono al centro di tutti i vertici di maggioranza sulla legge di bilancio. All’ultimo, due giorni fa, i partiti hanno fatto sapere che «ai giovani e alle loro prospettive è stato dedicato ampio spazio». Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega sono d’accordo sulla necessità di dare un segnale ai giovani, e una delle quattro opzioni allo studio dovrebbe entrare nella legge di bilancio. È per questo che, con poche risorse, l’intervento per i giovani appare più probabile di quello per tutti. Resta però un’ipotesi: nessuna delle due strade è stata scelta e il bonus per tutti non è stato escluso ufficialmente.
Il bonus per i giovani: under 30 alla prima assunzione e le quattro opzioni
Il target indicato è under 30 e alla prima assunzione, con l’obiettivo di sostenere chi si affaccia nel mondo del lavoro e di dare un netto in busta paga più alto. Le opzioni sono quattro. La prima è un bonus a dicembre, un contributo diretto calcolato sulla base delle tasse pagate durante l’anno, con l’effetto di una quattordicesima. L’importo deve fare i conti con la scarsità di risorse, e alcune fonti vicine al dossier ipotizzano un aiuto una tantum di mille euro, un’indiscrezione e non una cifra decisa.
La seconda è un’aliquota Irpef agevolata fino a 28mila euro di reddito, più bassa del 23% che oggi si applica al primo scaglione. Non sarebbe una tassazione al 5%, ma fonti dell’esecutivo parlano di «un ridimensionamento importante rispetto al 23%». La terza è uno sconto fiscale applicato dal datore di lavoro in busta paga, che renderebbe più consistente la riduzione del cuneo per il giovane. La quarta è la rimodulazione della flat tax sugli aumenti contrattuali: oggi l’imposta sostitutiva per i lavoratori del settore privato con redditi 2025 fino a 33mila euro è del 5% sugli incrementi pagati nel 2026, e la novità è la possibilità di scendere sotto il 5% solo per gli under 30 al primo impiego. Questa misura appare più indietro delle altre.
Sono state accantonate due proposte dei partiti: la no tax area per gli under 35, di Forza Italia, e la tassa piatta al 5% per gli under 30 al primo impiego, della Lega. Il principio di aiutare i giovani è rimasto, la forma no. Restano aperte molte domande: non è chiaro come verrebbe definito il primo impiego, se contino contratti a termine e apprendistati, né quale sarebbe il limite di reddito per il bonus.
Gli altri lavoratori, le proroghe e i tempi della decisione
Per i lavoratori dipendenti non giovani sembrano più probabili le proroghe di agevolazioni già in vigore: l’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali e l’aliquota del 15% su lavoro straordinario, notturno e festivo. Sono ipotesi prevalenti, non decisioni, e le fonti non indicano importi in euro. Sul tavolo ci sono anche una tassazione all’1% sui premi di produttività fino a 5.000 euro e un possibile ampliamento dello scaglione Irpef del 33% fino a 60.000 euro, che dipenderebbe dalle risorse.
La scelta tra le misure per i giovani arriverà nei prossimi giorni, a ridosso del Consiglio dei ministri atteso tra martedì e mercoledì (27-28 ottobre) per il via libera alla legge di bilancio. Poi il testo passerà in Parlamento, con il voto tra novembre e dicembre e l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2027. Fino al testo definitivo, il bonus per tutti e quello per i giovani restano due ipotesi aperte: la prima è più ampia ma più costosa, la seconda è più mirata e sembra avere più possibilità.
Dott. Giovanni Matano
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …
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