Il Consiglio dei ministri si è riunito giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 12.28, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza della premier Giorgia Meloni. Alla riunione ha partecipato, in qualità di segretario, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. I lavori si sono conclusi alle ore 12.50, dopo l’approvazione del decreto-legge dedicato agli interventi urgenti per i comparti dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Il provvedimento è stato presentato su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è intervenire sulle conseguenze economiche dell’aumento dei carburanti, che incidono direttamente sui bilanci delle imprese e sulla sostenibilità delle attività produttive.
Le disposizioni riguardano diversi aspetti della gestione aziendale, dai costi del gasolio ai rapporti contrattuali, fino agli impegni finanziari legati all’acquisto e all’utilizzo dei veicoli commerciali. Il decreto prevede inoltre strumenti specifici per sostenere le aziende agricole e le imprese della pesca, particolarmente esposte alle oscillazioni dei prezzi energetici.
Autotrasporto, oltre 105 milioni di euro aggiuntivi per il credito d’imposta sul gasolio
Uno degli interventi principali riguarda il rafforzamento del credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto per l’acquisto di gasolio, attraverso due distinti stanziamenti destinati a compensare parte dei maggiori costi sostenuti nel corso del 2026.
Il governo mette a disposizione ulteriori 45,2 milioni di euro per le spese effettuate tra marzo e agosto 2026, affiancando a queste risorse un secondo stanziamento di 60 milioni di euro per il 2026, relativo agli acquisti di carburante effettuati dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.
Complessivamente, le due misure comportano 105,2 milioni di euro di risorse aggiuntive per il credito d’imposta destinato all’autotrasporto. L’intervento è finalizzato ad alleggerire il peso del gasolio sui costi operativi delle imprese, in un comparto nel quale il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa.
Il sostegno assume particolare rilevanza per le aziende che effettuano trasporti su lunghe percorrenze e per gli operatori che devono affrontare quotidianamente costi elevati per mantenere attive le proprie flotte. La compensazione fiscale punta a sostenere la capacità delle imprese di proseguire le attività senza trasferire integralmente gli aumenti dei costi sulle tariffe applicate ai clienti.
Contratti di trasporto, nuovi parametri per adeguare le tariffe al costo del carburante
Il decreto interviene anche sulla disciplina dei contratti di autotrasporto relativi a prestazioni da effettuare in un periodo superiore a trenta giorni, introducendo nuovi meccanismi di riferimento per determinare l’incidenza del carburante sui costi del servizio.
In particolare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà pubblicare e aggiornare con cadenza trimestrale i valori percentuali minimi e massimi relativi all’incidenza del costo del carburante. Questi parametri rappresenteranno un riferimento per la determinazione delle componenti economiche legate al gasolio nei rapporti tra imprese di trasporto e committenti.
Una disposizione specifica riguarda i contratti stipulati in forma non scritta, per i quali i valori percentuali minimi individuati dal Ministero dovranno essere obbligatoriamente utilizzati come parametro di calcolo per l’emissione delle fatture.
La misura mira a introdurre criteri più uniformi e verificabili nella determinazione dei corrispettivi, riducendo il rischio che gli aumenti dei carburanti ricadano esclusivamente sugli autotrasportatori. L’aggiornamento trimestrale dovrebbe inoltre consentire un adeguamento periodico dei valori di riferimento all’andamento dei costi.
Leasing dei mezzi pesanti, sospensione dei canoni fino al 31 marzo 2027
Tra le misure approvate figura anche la possibilità di richiedere la sospensione dei canoni di leasing relativi ai veicoli utilizzati nell’attività di autotrasporto, con l’obiettivo di offrire alle imprese un ulteriore strumento per gestire le difficoltà finanziarie.
La disposizione si rivolge alle aziende di autotrasporto di merci per conto di terzi regolarmente iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori. Queste imprese potranno richiedere la sospensione dei pagamenti fino al 31 marzo 2027, secondo quanto previsto dal decreto.
Durante il periodo indicato, le operazioni di locazione finanziaria non potranno essere revocate. Il provvedimento stabilisce inoltre che la scadenza finale del contratto venga prorogata per una durata corrispondente a quella della sospensione concessa.
L’intervento punta a ridurre temporaneamente le uscite finanziarie delle imprese, soprattutto di quelle che hanno investito nell’acquisto di nuovi mezzi attraverso contratti di locazione finanziaria. La sospensione non comporta la cancellazione dei canoni, ma consente di rinviarne il pagamento, alleggerendo gli impegni immediati di liquidità.
Agricoltura, contributi a fondo perduto fino a 45 centesimi per litro di carburante
Un altro capitolo del decreto riguarda il sostegno al settore agricolo, attraverso uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro destinato a compensare parte dei maggiori costi sostenuti dalle imprese per l’acquisto di carburante.
La misura prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto alle aziende agricole in possesso dei requisiti richiesti. Il beneficio potrà raggiungere un importo massimo di 45 centesimi per litro, con riferimento agli acquisti effettuati nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026.
Il contributo sarà erogato direttamente dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), mediante accredito sul conto corrente delle imprese beneficiarie. Il meccanismo punta a rendere più diretto il trasferimento delle risorse alle aziende ammesse al sostegno.
L’intervento si inserisce in un contesto nel quale il costo del carburante incide su numerose attività agricole, dall’utilizzo dei trattori e delle macchine operatrici alla movimentazione dei prodotti e alla gestione delle lavorazioni nei campi.
Il rincaro del gasolio agricolo può infatti aumentare le spese necessarie per la preparazione dei terreni, la semina, i trattamenti e la raccolta, riducendo i margini economici delle imprese. Il contributo previsto dal governo è quindi finalizzato a contenere almeno parzialmente questi maggiori oneri, entro il limite delle risorse stanziate.
Pesca, stanziati 10 milioni di euro per compensare i rincari del carburante
Il decreto introduce un sostegno specifico anche per il comparto della pesca, destinando 10 milioni di euro alle imprese ittiche che hanno affrontato maggiori costi per l’approvvigionamento di carburante.
Il beneficio consiste in un contributo a fondo perduto pari al 10% della spesa sostenuta, con riferimento agli acquisti effettuati tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, nel limite complessivo delle risorse disponibili.
La misura intende sostenere un settore particolarmente sensibile alle variazioni dei prezzi dei prodotti energetici. Per molte attività di pesca, infatti, il carburante rappresenta una componente significativa dei costi necessari per effettuare le uscite in mare e mantenere operative le imbarcazioni.
L’aumento dei prezzi può incidere sulla convenienza economica delle battute di pesca, soprattutto quando i ricavi non riescono a compensare le spese sostenute per il funzionamento dei motori, la navigazione e le operazioni quotidiane.
Il contributo del 10% punta quindi a fornire un sostegno finanziario alle imprese, contribuendo a preservare la continuità delle attività e la capacità produttiva del comparto ittico.
Spedizioni di modico valore, rinviato al 1° gennaio 2027 il contributo doganale
Il provvedimento contiene anche una disposizione relativa al contributo doganale sulle spedizioni di modico valore, la cui entrata in vigore viene posticipata di un mese.
La nuova scadenza è fissata al 1° gennaio 2027, anziché al 1° dicembre 2026, come precedentemente previsto.
Il rinvio introduce un ulteriore periodo di tempo prima dell’applicazione del contributo, interessando le operazioni di spedizione di beni di valore contenuto e gli operatori coinvolti nei relativi processi logistici e doganali.
La disposizione si affianca agli interventi destinati direttamente all’autotrasporto e si inserisce nel più ampio insieme di misure contenute nel decreto per il funzionamento delle attività di movimentazione e distribuzione delle merci.
Rendicontazione di sostenibilità, esoneri per le imprese fino al 2027
Il decreto interviene inoltre sugli obblighi di rendicontazione di sostenibilità previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125, introducendo un esonero temporaneo per determinate categorie di imprese.
Secondo quanto stabilito dal provvedimento, per gli esercizi finanziari che hanno inizio tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027 sono esonerate dagli obblighi indicati le imprese che presentano ricavi netti non superiori a 450 milioni di euro oppure un numero di dipendenti non superiore a 1.000.
La formulazione della disposizione utilizza un criterio alternativo tra le due soglie dimensionali, ampliando la platea delle imprese potenzialmente interessate dall’esenzione rispetto a un sistema che richiedesse il rispetto contemporaneo di entrambi i parametri.
L’intervento riguarda gli adempimenti connessi alla comunicazione delle informazioni di sostenibilità aziendale, una materia che comprende la rendicontazione degli aspetti ambientali, sociali e di governance secondo il quadro normativo applicabile.
La misura è finalizzata ad alleggerire temporaneamente gli obblighi amministrativi e organizzativi per le imprese che rientrano nei limiti stabiliti, riducendo gli adempimenti previsti per gli esercizi finanziari interessati.
Oltre 235 milioni di euro di interventi tra autotrasporto, agricoltura e pesca
Considerando le risorse espressamente indicate nel comunicato del Consiglio dei ministri, il decreto mobilita complessivamente 235,2 milioni di euro attraverso gli stanziamenti per il credito d’imposta dell’autotrasporto e i contributi destinati ai comparti agricolo e ittico.
La quota più consistente riguarda l’autotrasporto, con 105,2 milioni di euro aggiuntivi per il gasolio, mentre 60 milioni sono riservati all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. Le altre disposizioni, tra cui la sospensione dei leasing e le modifiche alla disciplina contrattuale, operano attraverso strumenti di carattere finanziario o regolatorio.
Il pacchetto di interventi si concentra su tre comparti strategici per l’economia nazionale, strettamente collegati alla produzione, alla movimentazione e alla distribuzione dei beni.
L’aumento del costo dei carburanti rappresenta infatti un fattore di pressione che può estendersi lungo l’intera filiera, incidendo non soltanto sulle imprese direttamente interessate, ma anche sulle attività commerciali e sui prezzi finali dei prodotti.
Dalla protesta degli autotrasportatori al decreto, la risposta del governo al caro gasolio
L’approvazione del provvedimento arriva in una fase caratterizzata da forti tensioni nel settore dell’autotrasporto, dopo le proteste contro il caro carburanti che hanno interessato diverse regioni del Mezzogiorno.
Le mobilitazioni, accompagnate da blocchi e presidi lungo importanti collegamenti stradali e nelle aree logistiche, hanno evidenziato le difficoltà economiche affrontate dagli operatori e le ripercussioni che un rallentamento dei trasporti può provocare sulla distribuzione delle merci.
In Sicilia e Calabria, gli autotrasportatori hanno annunciato la sospensione dei blocchi, mentre in Campania sono emerse criticità legate alla circolazione dei mezzi pesanti e agli approvvigionamenti. In Calabria, inoltre, una parte della mobilitazione agricola è proseguita attraverso i presidi organizzati dagli operatori del settore.
Il nuovo decreto rappresenta la risposta normativa dell’esecutivo alla necessità di sostenere le imprese maggiormente esposte ai rincari energetici, attraverso misure che combinano compensazioni economiche, agevolazioni finanziarie e interventi sulla regolazione del mercato.
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