Carta “Dedicata a te”, dal 4 novembre arrivano i 500 euro: ecco chi ne ha diritto e come controllare le graduatorie. Ma l’inflazione riduce il potere d’acquisto e dal 2023 i prezzi alimentari sono saliti del 10,9%, erodendo il valore reale dell’aiuto
Dal 4 novembre 2026 partono gli accrediti della Carta “Dedicata a te”, il contributo da 500 euro destinato alle famiglie in difficoltà economica per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Nel frattempo, diversi Comuni hanno iniziato a pubblicare gli elenchi definitivi dei beneficiari, consentendo alle famiglie di verificare se sono state ammesse al sostegno. Tra le amministrazioni che hanno diffuso le graduatorie il 14 e 15 ottobre ci sono Sassari e Alessandria. Le tempistiche possono quindi variare da una città all’altra.
Come controllare se si ha diritto ai 500 euro
Per tutelare la privacy, gli elenchi non riportano necessariamente i nomi dei beneficiari: in diversi Comuni la verifica avviene attraverso il numero di protocollo della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) utilizzata per ottenere l’Isee. Il codice va confrontato con quello pubblicato nella graduatoria sul sito del proprio Comune.
A Sassari, per esempio, è disponibile la lista dei beneficiari delle annualità 2026 e 2027. Ad Alessandria, il Comune ha pubblicato la graduatoria definitiva specificando che i destinatari sono identificati attraverso il protocollo dell’attestazione Isee 2026. Chi non trova subito l’elenco sul sito della propria amministrazione può consultare la sezione dedicata ai servizi sociali o alle notizie istituzionali.
I requisiti e chi resta escluso
La misura è destinata ai nuclei familiari residenti in Italia con Isee ordinario non superiore a 15mila euro, purché tutti i componenti risultino iscritti all’Anagrafe della popolazione residente. Non è necessario presentare una domanda: i beneficiari vengono individuati dall’Inps sulla base dei dati disponibili, secondo criteri di priorità e nei limiti delle risorse assegnate.
Il possesso dei requisiti economici, tuttavia, non garantisce automaticamente l’assegnazione della carta. La priorità viene riconosciuta ai nuclei familiari composti da almeno tre persone, con precedenza per quelli in cui sono presenti figli minorenni, secondo le fasce stabilite dalla normativa e tenendo conto dell’Isee.
Sono esclusi i nuclei che percepiscono l’assegno di inclusione, la carta acquisti o altre misure di sostegno economico alla povertà e all’inclusione sociale. Non possono accedere al contributo nemmeno le famiglie in cui almeno un componente beneficia di prestazioni di sostegno al reddito o alla disoccupazione, come Naspi, Dis-Coll o cassa integrazione.
Quando arrivano i soldi e quali sono le scadenze
La prima ricarica, relativa al 2026, è pari a 500 euro e sarà disponibile dal 4 novembre. Per chi possiede già una carta delle precedenti edizioni e viene confermato nelle nuove liste, il contributo sarà accreditato sullo stesso strumento, senza necessità di ritirarne uno nuovo.
I nuovi beneficiari potranno invece ritirare la carta presso gli uffici postali abilitati, seguendo le indicazioni comunicate dal Comune di residenza.
Attenzione alla prima scadenza: il primo acquisto deve essere effettuato entro il 16 dicembre 2026, pena la decadenza dal beneficio per l’annualità in corso.
La misura è stata rifinanziata per il biennio 2026-2027. È quindi prevista una seconda quota di 500 euro a partire da aprile 2027, salvo eventuali rideterminazioni legate alle risorse disponibili. Il contributo complessivo previsto è dunque di 1.000 euro per famiglia nel biennio.
Per cosa può essere utilizzata la carta
La carta può essere utilizzata esclusivamente per acquistare beni alimentari di prima necessità, con esclusione delle bevande alcoliche. Per sapere se si è tra gli aventi diritto, il riferimento resta il sito istituzionale del proprio Comune, dove vengono pubblicati gli elenchi e le istruzioni per il ritiro e l’utilizzo della carta.
La carta dedicata a te perde potere d’acquisto
La carta dedicata a te, però, arriva in un momento storico in cui rischia di servire a ben poco. Secondo un’analisi del Sole 24 Ore su 50 misure, infatti, l’inflazione erode il valore reale dei bonus e delle agevolazioni fiscali. I limiti di spesa di 28 agevolazioni fiscali sono fermi in media da 16 anni, mentre gli aiuti legati all’Isee vengono aggiornati più frequentemente, ma non sempre in misura sufficiente a compensare i rincari.
Un esempio è proprio la carta “dedicata a te”. Dal 2023, anno di introduzione della misura, i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 10,9%. Per acquistare oggi la stessa quantità di beni che si poteva comprare con 500 euro all’inizio del 2023, servirebbero quindi circa 555 euro. In tre anni, il valore reale del contributo si è ridotto: la somma accreditata resta invariata, ma consente di acquistare meno cibo.
Bonus e agevolazioni non tengono il passo dei rincari
Tra le altre misure penalizzate ci sono le agevolazioni per l’acquisto di auto destinate alle persone con disabilità e quelle per le attività sportive dei ragazzi, con massimali invariati da decenni. Anche i bonus legati all’Isee, come il contributo per gli asili nido e il sostegno agli affitti, faticano a tenere il passo dell’aumento dei costi. Il bonus nido, per esempio, è stato aumentato nel 2025 fino a 3.600 euro per alcune famiglie, ma i servizi per l’infanzia sono rincarati del 26,1% dal 2017. Fanno eccezione gli assegni sociali per energia e gas, aggiornati periodicamente, e soprattutto l’assegno unico, che viene adeguato automaticamente ogni anno all’inflazione.
Nuovi bonus al posto dell’adeguamento di quelli esistenti
Intanto, i governi preferiscono introdurre nuovi bonus piuttosto che aggiornare le soglie delle agevolazioni esistenti, mentre ridurre gli sconti fiscali è impopolare. Per la prossima manovra, l’attenzione sembra concentrarsi soprattutto sulla riduzione dell’Irpef e sulla proroga o sul rafforzamento dei regimi fiscali agevolati, senza interventi organici per adeguare i bonus al costo della vita.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



